L’analisi ISTAT/Rapporto Sport 2024 sull’abbandono sportivo nella fascia di età 10-24 anni in Italia mostra dati impietosi. Le ragazze presentano tassi di abbandono più alti rispetto ai ragazzi. L’età media di uscita dallo sport è di circa 14 anni per le ragazze e 15 per i ragazzi.
Le cause dell’abbandono si suddividono: 41,9% per mancanza di tempo, 39,1% per perdita di interesse, 16,2% per impegni scolastici, e il restante per nuovi interessi.
Per approfondire il tema e scoprire come si può vivere lo sport in modo flessibile e appassionato anche in età universitaria, oggi siamo con Francesca Bonino: ex ballerina e saltatrice in alto, oggi amante del fitness, running, trekking in montagna, e studentessa di Medicina all’Università di Torino.
1. dalla danza all’atletica: cambiare sport senza smettere
Ciao Francesca, che piacere averti con noi! Quando molte ragazze della tua età hanno abbandonato la danza, tu hai cambiato sport. Raccontaci questo passaggio…
Ciao ragazzi, piacere mio nel raccontarmi parlando di sport e cultura. Il cambio è arrivato all’inizio del liceo. Amavo la danza, l’ho praticata per otto anni, ma crescendo l’ambiente era diventato troppo competitivo: a 13 anni sentivo la pressione di dover essere sempre all’altezza, quando invece volevo solo divertirmi.
Nel frattempo, a scuola avevo provato il salto in alto per i campionati studenteschi e mi era piaciuto moltissimo: mi divertiva, mi affascinava, e inaspettatamente avevo anche vinto qualche medaglia. Conoscendo già l’ambiente dell’atletica del mio paese grazie ai miei fratelli, mi è sembrata una scelta naturale.

Cambiare sport ha ovviamente significato modificare orari di allenamento, modalità e impegni agonistici, ma sei sempre riuscita a mantenere un livello scolastico molto alto… come ci sei riuscita?
Ero abituata a organizzarmi già con la danza, che praticavo cinque volte a settimana. Al liceo ho semplicemente adattato quella stessa mentalità: tornavo da scuola, studiavo fino all’allenamento e, se serviva, finivo qualcosa dopo cena.
Non mi pesava perché l’allenamento era il mio modo per staccare, sfogarmi e divertirmi. Per anni sono riuscita a frequentare quasi tutti gli allenamenti; negli ultimi due anni, quando era necessario, saltavo qualche sessione ma sempre con l’idea di non ridurre la mia giornata in solo scuola e studio.
2. Vita universitaria e sportiva: trovare la propria strada
Scegliere l’università è un po’ come scegliere uno sport? Hai trovato subito la tua strada?
Scegliere l’università è stato molto più complicato che scegliere uno sport. È stato un processo lungo, iniziato solo in quinta liceo, senza alcun punto di partenza. Per orientarmi ho letto la descrizione di tutti i corsi del Politecnico e di molti corsi di UniTo. Così ho capito che mi sarebbe piaciuto proseguire in un percorso scientifico o matematico.
Ho sostenuto sia il test del Politecnico sia quello di Medicina e li ho superati entrambi, con punteggi che mi avrebbero permesso di iscrivermi a tutte e due le facoltà. In quei mesi però mi sono accorta che l’idea di studiare Medicina mi affascinava e mi emozionava un po’ di più, e questo alla fine mi ha fatto propendere per quella scelta.
Quindi no, non ho trovato subito la mia strada. Anzi: quando il tempo stringeva ho scelto l’opzione che sentivo più interessante e affine ai miei gusti, sperando di non sbagliare — e oggi posso dire che è stata la scelta giusta.
Non è stato nemmeno paragonabile alla scelta di uno sport: decidere di fare danza era stato naturale, mi piaceva ballare e volevo imparare. Il passaggio all’atletica è avvenuto quasi spontaneamente: avevo lasciato la danza ma volevo continuare a fare attività fisica e a scuola avevo provato il salto in alto, che mi era piaciuto subito.
Trasferendoti per l’università hai dovuto cambiare attività sportiva, ma a differenza dei dati statistici, non hai ridotto la tua pratica sportiva, anzi l’hai ampliata. Raccontaci com’è successo…
Non potendo più frequentare la società di atletica nel mio paese, mi sono iscritta in palestra a Torino, dove vado durante i periodi di lezione. Nei weekend spesso torno a casa, quindi mi alleno “a modo mio”: quando posso vado agli allenamenti della società, altrimenti mi unisco ad attività che mi vengono proposte da amici e parenti come trekking, arrampicata o corsa.
Questa libertà sportiva mi ha portata a provare tante attività nuove, soprattutto l’ultima estate. Ho scoperto che i trekking in montagna mi piacciono tanto e negli ultimi mesi ho anche iniziato ad allenarmi per correre una mezza maratona.


Quante ore di lezione segui a settimana a Medicina? Descrivici una tua giornata tipo…
A Medicina in questi 3 anni ho seguito quasi sempre 20 ore a settimana di lezione, 4 al giorno dal lunedì al venerdì, con un alternarsi di corsi al mattino per due settimane, dalle 8.30 alle 13.00, e due settimane al pomeriggio, dalle 14.00 alle 18.00.
Quando ho lezione la mattina mi sveglio e vado in università, poi torno a casa e pranzo. Dopo una pausa film o in cui leggo un libro, studio o ricontrollo gli appunti. Segue il momento della giornata più variabile, in cui di solito vado in palestra, esco con gli amici o mi dedico alle faccende di casa (uno degli svantaggi di essere fuorisede).
Per quanto riguarda le giornate in cui ho lezione al pomeriggio sono abbastanza simili, ma con pomeriggio e mattina invertiti: mi sveglio sempre abbastanza presto, verso le 8 circa, così da poter studiare prima di andare a lezione. In questo caso a volte vado in palestra la mattina, altre volte la sera appena finita lezione, dipende dagli altri impegni che ho in giornata.
3. Sport durante il periodo di studio: limite o risorsa?
L’attività sportiva durante il periodo degli esami è un ostacolo o un’opportunità per distrarti?
All’inizio della sessione riesco a studiare senza problemi tutto il giorno e uscire per fare sport mi sembra spesso una perdita di tempo. Per questo motivo faccio fatica a fare attività con la stessa frequenza di quando faccio lezione o non ho esami imminenti.
Quando però sono in sessione da settimane fare sport diventa un’opportunità per smettere di studiare e svagarmi; questo dipende sia dal fatto che dopo giorni in cui studio per molte ore e faccio meno attività fisica aumenta la stanchezza mentale e si riduce la voglia di studiare, ma anche dal fatto che fisicamente inizio a sentire le conseguenze di rimanere seduta molte ore al giorno senza allenarmi.
Gli impegni scolastici aumentano, ma tu aumenti le attività e gli interessi generali. Qual è il tuo segreto?
Onestamente non lo so nemmeno io, penso che dipenda soprattutto dal fatto che mi piace provare cose nuove e fare attività diverse, quindi quando qualcuno mi propone di fare qualcosa che non ho mai fatto accetto quasi sempre. Inoltre a stare ferma o a casa mi annoio facilmente, il mio modo di rilassarmi e sfogarmi è uscire con gli amici, fare movimento.
Per esempio il giorno di un esame solitamente non studio (a meno che non sia davvero necessario) e il mio modo di rilassarmi e sfruttare questo tempo libero è uscire a fare una camminata o una corsa per Torino.
Devo dire poi che aiuta molto avere attorno persone propositive e che abbiano la mia stessa voglia di uscire e fare attività diverse, e ultimamente ne ho trovate alcune.
4. Il consiglio di francesca tra esami e obiettivi sportivi
Dai un consiglio per conciliare scuola e sport a un giovane…
Il mio consiglio è quello di organizzare in anticipo il programma di studio, cosa studiare e in quanto tempo, così da riuscire a tararsi e finire tutto in tempo per riuscire ad avere anche momenti da dedicare allo sport, con la consapevolezza che anche se studiare sul momento può essere pesante o stancante, seguirà un momento di svago.
Quale sarà il prossimo esame all’università? E’ complicato quanto il tuo prossimo obiettivo sportivo?
Il mio prossimo esame all’università è di metodologia clinica, riguarda tutte le tecniche da applicare per arrivare a fare una diagnosi sulla base di segni e sintomi di un paziente. Ha la reputazione di esame peggiore di tutto il corso di medicina e meno passato dagli studenti, in più è diviso in due scritti e orali; so che sarà stressante da dare e lungo da preparare quindi lo temo abbastanza.
Il mio prossimo obiettivo sportivo, invece, è di partecipare ad una mezza maratona, anche questa un’impresa che per il livello a cui sono in questo momento mi sembra difficile da completare, e so che richiederà molto allenamento. Nonostante questo però, mi sembra molto più facile e fattibile del mio prossimo esame.
Concludiamo con una canzone che non può mancare nella tua playlist di allenamento…
Premettendo che tendo a cambiare spesso le canzoni delle mie playlist, ultimamente mi piace ascoltare She doesn’t mind di Sean Paul.
Grazie, Francesca, per averci raccontato la tua esperienza e per aver dimostrato che è possibile conciliare studio, sport e passione anche nei momenti più impegnativi della vita. Il tuo esempio è un messaggio prezioso per tutte le ragazze e i ragazzi che stanno affrontando la sfida di non abbandonare mai l’attività sportiva, nonostante le difficoltà.
Vuoi imparare a gestire il tempo?
Il 41,9% delle persone abbandona l’attività fisica per mancanza di tempo. Proprio la gestione del tempo trattata negli incontri organizzati dal nostro Head Coach.
Ridefinisci il tuo tempo e i tuoi obiettivi, scolastici e sportivi. Capirai l’importanza del tempo, la priorità delle tue attività e riuscirai a conciliare gli impegni scolastici con quelli sportivi.
The future is bright,
Scirocco TF
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