Nel cuore della Spagna meridionale, dove il vento sussurra tra i campi di allenamento e il sole del Mediterraneo riscalda ogni seduta, ha preso forma un percorso straordinario. È la storia di una giovane atleta fuori dal comune che non solo ha trasformato la propria tecnica, ma ha anche rafforzato una convinzione condivisa: lo sport ha il potere di unire le persone, abbattendo le distanze tra continenti.
A rendere questo camp così speciale non sono stati soltanto il duro lavoro o le ore dedicate al perfezionamento della tecnica sugli ostacoli. È stato l’incontro tra ambizione, coraggio e passione, sostenuti da una famiglia capace di credere nei sogni. Un vero e proprio punto di contatto tra due mondi: Aruba, splendida isola sospesa nel Mar dei Caraibi, e Scirocco TF, un centro di allenamento ad alte prestazioni piccolo nelle dimensioni ma di grande valore, nel sud della Spagna.
Una giovane stella in ascesa
Montserrat Willems è arrivata a Scirocco TF come giovane talento emergente proveniente da Aruba, a quasi 7.000 chilometri di distanza dai campi di allenamento spagnoli. In un’età in cui molte atlete stanno ancora scoprendo il proprio potenziale, si è presentata con grande determinazione, entusiasmo e una straordinaria apertura mentale.
Ciò che ha colpito fin da subito non è stata soltanto la sua velocità, la forza fisica o le competenze tecniche già consolidate, ma soprattutto il suo atteggiamento. In ogni seduta di allenamento si è mostrata curiosa, attenta e sempre pronta a fare domande. Questo va oltre il semplice impegno sportivo: è la mentalità di chi desidera crescere non solo come atleta, ma anche come persona.
Per Scirocco TF, ospitare Montserrat ha rappresentato la conferma che passione, competenza e un ambiente di lavoro accogliente sono in grado di raggiungere e valorizzare atlete e atleti in ogni parte del mondo.

Il cuore del Camp: crescere attraverso la sfida
I training camp, per loro natura, sono esperienze ad alta intensità. Richiedono continuità, concentrazione, disciplina e resilienza. Ma il percorso vissuto da Montserrat ha avuto un’energia speciale. Due giorni di lavoro mirato sugli ostacoli non hanno prodotto soltanto miglioramenti fisici, ma hanno messo in luce aspetti profondi della sua identità atletica.
Coach Alessandro ha avuto l’opportunità di osservare da vicino la sua tecnica, le scelte effettuate sotto pressione e la capacità di reagire ai feedback. L’elemento più significativo è stata la sua abilità nell’assorbire ogni dettaglio, trasformando le indicazioni tecniche non in critiche, ma in vero carburante per la crescita.
Ripensando all’esperienza del camp, Montserrat ha dichiarato:
“Coach Alessandro è stato incredibilmente comunicativo, gentile, educato e paziente. A ogni mia domanda sul “perché” di un gesto o di una scelta tecnica, si è sempre preso il tempo di spiegare. Sono arrivata al camp con alcuni obiettivi e, in soli due giorni di allenamento, quasi tutti sono stati raggiunti: incredibile! Lo consiglierei senza esitazioni a tutti gli atleti. Grazie, Coach!”
Il ruolo della famiglia: un sostegno che va oltre la pista
Dietro ogni giovane atleta che supera i propri limiti c’è spesso una famiglia capace di creare opportunità. Nel caso di Montserrat, la madre Nadine ha svolto un ruolo centrale, non solo come figura di supporto, ma anche come organizzatrice, referente e vera promotrice del potenziale della figlia.
Durante il camp e nei confronti successivi, è emersa con chiarezza l’importanza di genitori proattivi, presenti e competenti. Non sono semplici spettatori, ma facilitatori di esperienze. Senza la loro fiducia e il loro investimento, molti dei momenti di crescita e trasformazione vissuti da Montserrat non sarebbero stati possibili. Il dialogo tra coach Alessandro e Nadine non è stato soltanto di natura organizzativa, ma si è rivelato collaborativo, flessibile e sempre orientato al benessere dell’atleta.
Questa dinamica rappresenta un messaggio importante per tutte le giovani atlete e i giovani atleti: le opportunità di allenarsi all’estero, anche lontano da casa, diventano concrete quando si costruiscono relazioni solide, si comunica in modo chiaro e si rimane fedeli ai propri obiettivi.
Progressi tecnici chiave
Se da un lato questa storia ha una forte componente emotiva e narrativa, dall’altro i miglioramenti tecnici ottenuti da Montserrat sono altrettanto rilevanti. Di seguito, le principali aree di sviluppo durante il camp:
1. Comprensione dell’approccio all’ostacolo
Uno degli aspetti più importanti su cui Montserrat ha lavorato riguarda la capacità di leggere la distanza tra un ostacolo e l’altro. Invece di reagire esclusivamente a fattori esterni come il vento o al timore di non coprire correttamente la distanza, ha iniziato ad anticipare la situazione, prendendo decisioni consapevoli sulla gestione degli appoggi e del ritmo di corsa. Il controllo dello spazio tra gli ostacoli aiuta gli atleti a:
- Attaccare l’ostacolo alla distanza ottimale
- Mantenere il ritmo in condizioni variabili
- Adattare la strategia di corsa in presenza di vento o affaticamento
Il miglioramento in questo ambito è stato rapido ed evidente.

2. Affinamento del passo di transizione
Il passo di transizione — ovvero il secondo appoggio dopo lo stacco — risultava inizialmente troppo ampio. Questo la portava ad avvicinarsi eccessivamente all’ostacolo, costringendola a correggere l’azione in fase aerea e a interrompere la continuità del ritmo.
Il concetto chiave emerso dal lavoro tecnico è stato:
- Allenarsi con distanze variabili tra gli ostacoli per sviluppare adattabilità e consapevolezza spaziale
Con l’allenamento, Montserrat ha iniziato a perfezionare questo passo, rendendolo più compatto ed efficiente — un miglioramento cruciale che porterà grandi benefici quando affronterà ostacoli più alti e distanze maggiori.

3. Allineamento della gamba guida sul piano sagittale
Durante il superamento degli ostacoli, la gamba guida di Montserrat tendeva inizialmente a spostarsi leggermente verso l’esterno anziché avanzare in linea retta. Si tratta di un dettaglio sottile, ma di grande importanza: quando il ginocchio avanza lungo il piano sagittale (direzione frontale), il corpo mantiene equilibrio ed efficienza. Qualsiasi deviazione laterale comporta perdita di potenza e tempo.
La strategia adottata per correggere l’errore è stata:
- Staccare leggermente prima
- Affidarsi al ritmo del passo
- Enfatizzare la spinta del ginocchio in avanti
Questi aggiustamenti sono fondamentali per garantire passaggi degli ostacoli più veloci e fluidi.
4. Altezza del bacino e contatto con il suolo
Un altro aspetto fondamentale riguarda la posizione del bacino al momento del contatto con il suolo. Montserrat tendeva a piegarsi leggermente all’atterraggio, rendendo meno efficiente il primo passo dopo il superamento dell’ostacolo.
Per correggere questo dettaglio, sono stati introdotti esercizi pliometrici, salti, balzi ed esercizi reattivi, con l’obiettivo di:
- Aumentare la rigidità al contatto col suolo
- Mantenere il bacino più alto
- Produrre passi compatti e potenti
Questa combinazione di esercizi supporterà la sua capacità di affrontare diversi ambienti di gara: indoor, outdoor, con vento o in condizioni di calma.

L’impatto emotivo: più della tecnica
Il miglioramento tecnico è sempre al centro di un training camp. Ma la trasformazione non riguarda solo passi e angoli: riguarda fiducia, mentalità e convinzione.
I progressi di Montserrat non si misuravano soltanto nei superamenti degli ostacoli. Erano evidenti nella sua curiosità, nelle domande che poneva, nel modo in cui accoglieva i feedback, nella disponibilità a riprovare più volte e nel sorriso che compariva quando qualcosa finalmente si allineava.
Guardando avanti: oltre il camp
Cosa riserva il futuro per Montserrat? Le basi gettate in questi due giorni rappresentano un trampolino di lancio per le stagioni a venire. Con un lavoro continuo su distanze tra ostacoli, adattabilità e meccanica potente, è pronta a eccellere sia nelle competizioni nazionali sia in quelle internazionali.
Questa è l’essenza delle esperienze di allenamento internazionale che vanno oltre l’adattamento fisico: costruiscono prospettiva e senso di comunità globale. Ricordano agli atleti che la forza non conosce confini e che la determinazione può portare l’ambizione ovunque nel mondo.

Perchè i training camp come questo sono importanti
Per gli atleti, i training camp non rappresentano solo allenamenti extra, ma veri e propri acceleratori di crescita. Essi:
- Offrono tempo di apprendimento concentrato e senza interruzioni
- Permettono agli atleti di confrontarsi con i coach in modo approfondito e personalizzato
- Introducono nuovi ambienti di allenamento e stimoli diversi
- Costruiscono fiducia attraverso la varietà delle esperienze
Per Scirocco TF, rappresentano un impegno verso connessione, competenza e sviluppo atletico che va oltre i confini geografici. Sono camp in cui la tecnica incontra la passione, e dove si realizzano i migliori progressi, sia a livello mentale sia fisico.
Prosegui il percorso: Consulenza Online 1‑on‑1
Un training camp è solo l’inizio. La distanza non dovrebbe mai limitare progresso o connessione. Con le consulenze online 1-on-1 di Scirocco TF, gli atleti possono continuare un percorso di allenamento personalizzato, ricevere feedback tecnico dettagliato e rimanere in contatto con il proprio coach anche dopo la conclusione del camp.
Che l’obiettivo sia perfezionare la tecnica sugli ostacoli, migliorare il ritmo e la distanza tra gli ostacoli o mantenere continuità tra le sessioni, queste consulenze online garantiscono che ogni insegnamento del camp si traduca in miglioramenti concreti anche a casa.
Non lasciare che la tua crescita si fermi dopo il camp: prenota la tua sessione online oggi stesso e continua a superare i tuoi limiti, ovunque tu sia nel mondo.
The future is bright,
Scirocco TF
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